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Obiettivi

Cosa significa Pistapòci?

Pistapòci in dialetto parmigiano significa letteralmente “pesta pozzanghere”: un’espressione ironica utilizzata colloquialmente per indicare una persona che spreca tempo ed energie in attività apparentemente inutili. Il pestare le pozzanghere, però, può anche essere visto come un’attività divertente, addirittura romantica. Basta immaginarsi, dopo un acquazzone, di saltare a piè pari da una pozzanghera all’altra… ed ecco come pestare le pozzanghere può diventare addirittura un modo differente di vedere il mondo.

“… A volte gli adulti credono che i bambini siano dei buoni a nulla, invece i bambini sono superiori ai grandi, perché hanno un modo diverso di pensare, immaginano le cose più belle e più pure…”

E perchè Pistapòci?

Ci piace l’idea che il nome dell’orchestra rispecchi lo spirito del progetto: lieve, divertente ed emozionante come può essere il pestare le pozzanghere se visto con gli occhi di un bambino.
Crediamo che la musica, così come ogni altra forma d’arte, possa essere uno strumento fondamentale per leggere e vivere il mondo che ci circonda, un’opportunità per adulti e bambini di guardare la realtà in maniera personale e creativa. Proprio per questo riteniamo indispensabile un approccio facile e accessibile soprattutto all’inizio del percorso; e prendiamo spunto da una caratteristica linguistica per noi molto significativa: i verbi “suonare” e “giocare” in molte lingue del mondo coincidono.

Qual è lo scopo del progetto?

L’orchestra Pistapòci nasce per stimolare la fantasia e ritrovare lo spirito puro e immacolato che c’è, o perlomeno c’è stato, dentro ognuno di noi; per offrire a tutti la possibilità di esprimersi con la musica e sentirsi a proprio agio all’interno di un gruppo; per trasformare le diversità di età, cultura e abilità da ostacoli a punti di forza, sfaccettature di un unico progetto comune.

Lo scopo del progetto Pistapòci non è creare dei musicisti professionisti, ma accompagnare i più piccoli nell’incredibile mondo della musica, fatto di regole e libertà; far muovere loro i primi passi con uno strumento e farlo da subito insieme agli altri. Per tutti questi motivi fare musica è così bello e importante, a tutte le età ed a tutti i livelli.

Un approccio apparentemente “leggero”, che non si vuole banalizzare la fatica ed il sacrificio di chi ha dedicato la propria vita allo studio della musica affrontando rigorosi studi accademici, ma che al contrario, ha come obiettivo proprio quello di accendere una scintilla nei più piccoli, far nascere in loro una passione che potranno successivamente coltivare, se lo vorranno.

La Pistapòci chi coinvolge?

L’Orchestra Pistapòci, che ad oggi conta più di 350 elementi, è composta perlopiù da bambini della scuola primaria, a partire dalla prima elementare, che suonano insieme a ragazzi delle scuole medie e superiori, alcuni dei quali si sono riavvicinati alla musica in seguito ad un precedentemente allontanamento. Tra i partecipanti sono presenti anche ragazzi in condizione di svantaggio personale e sociale o in cura al servizio sanitario perché affetti da disturbi dello spettro autistico.
La caratteristica principale del progetto è quella di creare una compagine eterogenea all’interno della quale possano innescarsi scambi a più direzioni, processi di interazione e aiuto reciproco proprio grazie alla presenza di età, competenze ed abilità diverse.
Il progetto offre un’importante opportunità: avere un “posto nell’orchestra”, suonare insieme e fare parte di un gruppo, stringere forti legami con gli altri partecipanti, sviluppare nuove capacità di collaborazione, trovare appagamento e nuova forza attraverso l’ascolto degli altri, ridistribuire tanto le capacità quanto le difficoltà attraverso la condivisione di un obiettivo comune. Ognuno dei partecipanti con le proprie capacità e personali peculiarità partecipa alle attività dando il meglio di sé, fornendo il proprio apporto, contribuendo al suono collettivo e alla creazione dell’identità del gruppo.

In cosa consiste l’attività dell’orchestra?

I laboratori si sviluppano in un percorso di diversi mesi fatto di appuntamenti settimanali realizzati all’interno degli istituti scolastici partner.

I più piccoli muovono i primi passi con il proprio strumento, apprendono le basi fondamentali necessarie a capire il linguaggio della musica e dopo un primo periodo di propedeutica imparano le parti appositamente arrangiate su più livelli in modo da dare a tutti la possibilità di suonare ed avanzare gradualmente.

I più grandi, spesso dotati di competenze musicali e strumentali specifiche, affiancano i formatori veri e propri nel loro lavoro didattico e partecipano ai lavori dell’Orchestra nel ruolo di assistenti-tutor, mettendo a frutto concretamente le loro competenze ancora in formazione e favorendo lo scambio tra giovani di età diverse.

Al termine di questo percorso didattico formativo, tutti, nessuno escluso, partecipano al concerto finale salendo sullo stesso palco, coronando l’esperienza vissuta nei mesi precedenti con un vero e proprio spettacolo.

Perchè l’attività annuale si conclude con uno spettacolo?

Perché pensiamo sia giusto che il percorso laboratoriale appena descritto si concluda con un esito finale, durante il quale tutti i bambini e ragazzi coinvolti si uniscono estasiati all’idea di suonare insieme su un grande palco, ognuno al proprio livello, senza pretese, emozionati di fare parte di un gruppo più grande, e impauriti da quella sana adrenalina che solo il mettersi in gioco di fronte agli altri sa darti.

Perché crediamo sia giusto restituire un percorso di questo tipo alla comunità.

Vogliamo che di questa forza così potente possa goderne non solo un genitore o parente, ma anche uno spettatore qualsiasi, emozionato di fronte a tanta energia proveniente da musicisti di tutti i livelli.

Di questa forza inimmaginabile e potente ne godiamo anche noi insegnanti e ne godono gli ospiti, professionisti e non, che salendo sul palco dello spettacolo finale si mettono in gioco ogni anno per dare il loro piccolo contributo al tutto.

Bambini, ragazzi e professionisti si uniscono senza discriminazione di capacità e competenza e contribuiscono a trasformare la mescolanza di età in risorsa, innescando atteggiamenti positivi di emulazione nei più piccoli e di aiuto e protezione nei più grandi. Uno spirito di cooperazione e di comunità raramente osservabile in altre situazioni.

L’esperienza che offriamo crediamo possa lasciare un insegnamento importante, non solo ai piccoli, ovvero che unendo le forze e le capacità di ognuno si possano ottenere risultati impensabili.

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